Le quartier Des Lilas

Nel 17° secolo, la Closerie des Lilas era una locanda di campagna fiorita di lillà....
martedì, novembre 10, 2009

Del Mont-blanc e di altri demoni......

Domenica scorsa, a casa Des  Lilas c'è stata la festa per il compleanno di Micol. Invitate le figlie e i morosi.
Naturalmente mi sono messa in pista dal sabato e, come tutte quelle che avrebbero delle velleità, ma non sono supportate da sufficiente esperienza, ho deciso di facilitarmi la vita con un bel piatto unico autunnale:capriolo con polenta taragna alla fontina e salsa di mirtilli.
Porzioni abbondantissime e successone, perché era davvero ottimo.

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Il moroso argentino, non appena ha intravisto pezzi di carne annegati nella sugaglia, devo dire che si è "ripigliato" non poco, molto più di quando gli presento, che ne so, degli gnocchi di zucca, che allora lo vedi che scruta, analizza, usma, poi divora perché, tutto sommato, è un' ottima forchetta!
Il moroso milanese della festeggiata, in compenso, è abile gourmet e fa le feste a tutto, per cui con lui si va sul liscio.
Il problema è stato il dolce.

Avevo deciso che, raggiunta l' età di Nonna Papera, sarebbe stato carino fare la torta in casa. Già mi ero cimentata
con Alice, ad aprile, con risultati tutto sommato soddisfacenti.
Ranzolando alla forsennata sui siti di cucina, mi sono imbattuta in una vera sirena: la ricetta fotografata minuto per minuto, del dolce di castagne Mont-blanc.

Come tempi di realizzazione dava mezz'ora.
Bene, ho iniziato alle 16 del pomeriggio del sabato e ho terminato a mezzanotte e mezza.
Per dire. In realtà un paio d' ore abbondanti mi sono andate nello sbucciare e togliere la pellicina scura ( oscena!) ai marroni..........
Nel frattempo su sky andava un horror con Cusak, intitolato 1404 o qualcosa del genere, di un tizio chiuso in una stanza d' albergo tra fantasmi e incubi di tutti i tipi.
Ma il vero incubo andava in scena nella mia cucina, in contemporanea, molto più realistico e sottilmente perfido.

 

Già, perché i maledetti marroni, già diligentemente tagliati e precotti, perché l' operazione risultasse più facile, si mostravano refrattari e, una volta tolta la pellaccia lucida ( che, a dire il vero, scivolava abbastanza tranquillamente), rimanevano incorporati dell' orrenda pellicina che, in molti punti, era entrata nelle pliche della castagna, con delle escrescenze quasi legnose, che occorreva eliminare e   quindi creava un corpo unico. Stupidamente io tentavo di non spaccare il frutto ( dimenticandomi che, dopo un' altra cottura, avrei dovuto passare il tutto in uno schiacciapatate), per cui mi sono strozzata con le mie stesse mani.
Al momento della creazione del monte, il marito è entrato in cucina " Ma che stai facendo da ore? Che cos'è quella carne trita?"
.............
E diamogli torto.....

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Insomma, dopo più di due ore di lavoro, con il pollice e l' unghia sinistra devastati, alla fine, in tarda serata, previo raffreddamento in frigo del pastone, sono usciti "spaghetti" di castagna, da depositare a monticello ( appunto, il Mont) e ricoprire di panna fresca montata all' uopo ( appunto, il Blanc).
Sopra il tutto dei bei marrons glacé sparsi a pioggia.

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L' effettone  c'era. Il sapore, diciamo, non entusiasmante; quanto meno, ....non è valsa la candela.

Sicuramente quello delle pasticcerie sarà migliore e io avrò sbagliato qualcosa,  ma non credo che ripeterò l' esperimento!!!
Nel frattempo, auguri Micol !! ;-))


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domenica, ottobre 18, 2009

L' armadio.....


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Le temperature si sono abbassate in modo impressionante. Nel senso che questa mattina, ad esempio, fuori dalla mia cucina scintillavano 3 ° !!!
Guarda caso, pochi giorni fa mi era balzato all' occhio un post di Vesnuccia nel quale si accennava al terrificante cambio- armadi.....Due giorni dopo ritrovo lo stesso tema in un post del Caporale. Urge tenersi al passo!

Ora, in molte case
normali, il cambio-armadi è un' operazione faticosa il giusto e fastidiosa l' eguale. A casa mia, invece, si trasforma in una operazione di alta strategia e indicibile fatica, per cui viene regolarmente fatta slittare, fino al giorno in cui, appunto, con tre o quattro gradi sopra lo zero e con una serie di top di cotone e camicioni a vista, decidi che è il caso di intervenire.

Il problema principale è che, sempre nelle case normali, credo che l' armadio sia diviso in due parti ( ho in mente gli armadi di mia cognata!), anzi, spesso la parte superiore possiede un trabiccolo semplice, ma utilissimo, per cui non devi nemmeno infilzare gli ometti del piano sopra, con quella specie di asta uncinata ( che peraltro anch' io possiedo) e che ti dovrebbe facilitare l' aggancio di un cappotto, tipo cavedano, e la sua discesa ai piani bassi. No, questo trabiccolo, appositamente azionato, ti fa scendere d' un botto tutto il piano superiore con risparmio di tempo e fatica.

A casa mia l' armadio non ha la doppia stagione perché il piano alto è stato occupato da mensole che, a loro volta sono occupate da pigne di varia natura ( lenzuola, federe, asciugamani non utilizzati, ma che non si buttano via ecc ecc). Una serie di diavolerie che non vedono la luce da almeno tre lustri!
I vestiti ( intesi come camicie, maglioncini, gonne ecc ecc) sono stipati nelle scatole.
Le scatole, a loro volta, sono allineate su una serie di altre mensole che arrivano fino al soffitto.
L' idea primigenia, quando il marito creò le mensole, decenni fa, era quella di allineare in bellosgurado una serie di scatole di colori intonati, tutte precise e organizzate, in modo da poter acchiappare al volo e una camicetta leggera, e un maglioncino pesante e un cappello di paglia ecc ecc
Praticamente come quelle che campeggiano nelle riviste di arredamento o, più umilmente, nei cataloghi Ikea: in genere bianche, o blu, o a righe marinare. bellissime e invitanti.

Nella realtà le scatole sono state acquistate in tempi diversi e in posti diversi, per cui hanno colori differenti.
Peggio di Picasso. Nel mio periodo blu ho acquistato quelle rigatine, color marina, ovviamente con nuances molto differenti anche fra di loro.
Nel periodo vittoriano, quelle con roselline pastello. Nel periodo di magra, quelle in offerta all' Ipercoop o al Bennet, di colori vari, cercando di evitare gli obbrobri arancioni o a campo di girasoli....ma sempre un po' stonate.
Ho fatto anche un tentativo di "uniformare" il tutto, qualche anno fa, recandomi all' IKEA e cercando le famose scatole bianche, così accattivanti e razionali.
Praticamente erano di cartone e già si sfasciavano in mano...... >:-(. Cassate!

Poi, al di là dell' estetica, sorge il secondo problema. Le scatole hanno un contenuto estremamente eterogeneo, quindi, perdono già metà della loro funzione primigenia.
Uno potrebbe chiedersi " E perché non le omogeneizzi?"
Già, si tratterebbe di prendere circa 12/ 14 scatolone, zeppe all' inverosimile, che si sono allargate come una megera disfatta e fanno pena solo a vederle, cavarne il contenuto, fare delle pigne sul letto o non si sa bene dove e procedere allo "smistamento".
Solo l' idea mi terrorizza, ma so che dovrò farlo.
Quando andavo a scuola non esisteva il tempo, perché le pigne dei compiti in classe superavano in importanza e ubi maior....Ma adesso?
In estate non si può fare perché il caldo stronca, ora sarebbe il momento giusto e prima o poi lo farò.
Ah, poi esiste un ulteriore problema: io, con le mie diete, cambio spsso dimensioni, per cui non mi posso permettere di gettare capi che al momento mi vanno larghi, dicendo"Io così, mai più!", perché ormai ho capito che il nunca màs non esiste.
Per cui, sulla mensola più alta, quella a tre metri di altezza, dove a malapena riesco ad arrivare, dato che soffro di vertigini, ho collocato tre scatole, una con dentro delle orrendità larghissime, che tengo come memento; le altre due con una serie di gonne e giacchine almeno tre taglie meno della mia, che non dispero di poter di nuovo mettere.
Ma saranno fuori moda? Macché, avevo un completo di lino viola-lilla, risalente ad almeno dodici anni fa, che sarebbe stato perfetto questa estate. Peccato che ero sfalzata sui tempi!!
Ok, ma adesso andiamo a controllare il  brasato al barolo, che è la prima volta che viene fatto in casa mia. Oggi vengono Alice e mooso a pranzo e, dato il freddo ho in programma pizzoccheri e brasato.
Tanto la dieta mi dà il giorno libero.


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martedì, settembre 29, 2009

September ..in the sun!

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Prafrasando la celebre canzone, devo dire che questo settembre, che sta scivolando sui binari della fine, è stato proprio spettacolare, dal punto di vista metereologico...
Fatti salvi tre o quattro giorni di pioggerella, che hanno coinciso con l' inizio delle scuole ( eh eh) e la fine della mia vacanza-a-lago, per il resto il sole splende e il caldo continua imperterrito a farla da padrone!
Allora, la vacanza-a-lago è andata benissimo: una settimana piacevolissima, con la sensazione ( devo dire splendida) di essere in un altro mondo, ma....a 1 ora e mezzo di statale da casa.

Siamo stati a Domaso, proprio in cima al lago:

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Il Residence http://www.campingardenia.it/ ( e facciamogli un po' di pubblicità gratuita!) è stato corrispondente alle aspettative e il famigerato fronte-lago si è rivelato davvero LAGO e, soprattutto FRONTE !!!

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Diciamo che, in pratica, avevi il lago sotto il terrazzo. E siccome lì da mezzogiorno in avanti spira sempre la famigerata Breva, che sarebbe un venticello che va da sud verso la Val Chiavenna e la Valtellina ( le due vallate che ti ritrovi di fronte ), possiamo dire che spesso, dal letto, sentivi quello sciabordìo tipico delle onde del mare ed era davvero surreale, per chi ha la percezione di essere ad un tiro di schioppo da casa e di avere, purtroppo, il mare a debita distanza...
In compenso la sensazione fissa per tutta la vacanza è stata quella di essere all' estero. Più precisamente su qualche lago tedesco o persino scandinavo.
Innanzitutto l' aspetto morfologico di queste zone: il promontorio selvoso di Piona, là di fronte, pareva l' inizio di un fiordo. E poi bastava affacciarsi: teste bionde o platino ovunque, dal neonato al rude anziano.

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Io continuavo a fotografarli senza ritegno, ma ero davvero meravigliata. E poi il tedesco che la faceva da padrone. Una settimana di full immersion. A me, notoriamente chiacchierona, sinceramente non disturbava. Il marito, invece, ha avuto qualche moto di insofferenza.

"Certo-commentava-ottime vacanze per chi non desidera comunicare!"

Ora, siccome la chiacchierona della casa sono senz' altro io, mi sono stupita di questa sua affermazione. Bisogna, però, sottolineare una cosa: io ciancio e ciancio molto, ma lo faccio, in genere, con chi conosco. Con gli estranei me ne sto abbastanza "quatta". Il marito, invece, è piuttosto silenzioso, salvo iniziare conversazioni kilometriche con il garagista di turno, il benzinaro, l' omino del negozietto....In mezzo a tutta quella genìa ariana, forse si sentiva un po' isolato, chissà.

Io stavo da Dio. ;-P
Anche perché, diciamolo, i bimbi non rompevano le scatole, gli orari venivano rispettati e la spiaggia veniva lasciata pulitissima come al mattino presto, all' alba, quando io mi affacciavo a guardare il sorgere del sole.
Già, non avendo perso le mie abitudini alla sveglia, mi sono cuccata due o tre albe da favola! ;-)

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Avendo trovato un terrazzo profondo due metri, io non me ne sarei mai andata: da lì ti godevi l' immissione dell' Adda nel Lago, con le acque più bianche che entravano nell' azzurro, poi, al mattino, il footing degli sportivi nella passeggiata a lago einfine, verso mezzogiorno, quando il lago iniziava a incresparsi, vedevi uscire da tutti i camping, come formiche impazzite, windsurf portati a spalla e, dopo un secondo, il lago pullulava di tutte queste farfalle...
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Unico neo: l' acqua del lago. Allora, era pulitissima, al limite del cristallino, ma io sono entrata solo una volta e, non appena mi sono ritrovata immersa, ho sentito l' odore del lago...cui nemmeno 10 anni trascorsi, da dolescente, a Lecco mi hanno mai abituata e, sinceramente, non me la sono sentita nemmeno di provare a nuotare.
E pensare che io, a 13 anni, ho iniziato a stare a galla proprio nel lago, anzi, per essere precisi, addirittura nell' Adda, esattamente all' uscita dal lago, dove abitavo, appunto,  in quegli anni...
Ma non sono mai riuscita a superare l' impatto con un' acqua che non sappia di iodio o ( lo so di dire un' eresia) al limite, di cloro!

Per due giorni abbiamo ospitato la Micol e il moroso e, in successione, per una notte, Alice e il novio in procinto di andare a fare un' escursione in un paesino della Val Chiavenna, perso in cima ai bricchi, a due ore di gradoni petrosi. Pare che il bisnonno del ragazzo fosse proprio partito da lì, nel lontano 1880, per raggiungere Mar del Plata, sotto Buenos Aires e iniziare una  vida nueva in Argentina.
Ho trovato molto suggestivo che il pronipote, capitato in Italia per un Master e fermatosi per motivi personali ( vedi mia figlia eh eh), sentisse il desiderio di ritrovare le sue origini paterne.

Morale: un' ottima vacanza, da ripetere. Tra l' altro ( annotazione greve, dopo tanta poesia...), mi sono pure persa la Festa dei crotti in val Chiavenna, perché un minimo di decenza mi ha tenuta lontana da pizzoccheri, sciatt, salumi, bitto e casera del diablo....

Nonostante questo con la dieta sono un po' in stasi...( oscillo tra i -5 e i -6 rispetto a luglio)ma adesso, o ottobre si riprende con lena! Che stress... ;-)))

Hasta pronto, lago.... ;-D

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postato da: lilas alle ore 08:27 | link | commenti (13) | commenti (13)
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domenica, settembre 06, 2009

Si riparte...!

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mercoledì 3 settembre'09  Spiaggia di Domaso ( CO)

Essere in pensione esattamente da un anno e agire esattamente come quando si era ancora al lavoro mi sembra abbastanza curioso....
Personalmente, in questa estate ho fatto una puntata a Londra, per circostanze fortuite, esattamente verso la seconda metà di luglio ( a esami di maturità terminati)...; successivamente mi sono ritrovata in Liguria, addirittura in agosto, come il più "impegnato" dei lavoratori.....

Allora, a questo punto un moto di ribellione mi ha fatto programmare una vacanza settembrina. Già, una di quelle piazzate nei giorni in cui la scuola mi avrebbe occupata in quei noiosi recuperi del debito e amenità similari; così vicina da non parere impegnativa, ma al contempo che permetta un cambio di panorama e di ambiente!
Scartato l' estero, per il quale quest' anno ho già dato e non ho ancora sistemato la famosa foto "compromettente" che ho sulla  carta d' identità ( ah ah ah), la scelta è caduta sull' Alto Lago.
E perché no?
E' qui, a un tiro di schioppo e si presenta bene, non c'è che dire..
Vengono dal Nord Europa e dall' America per vederlo...

Con un breve giro sul web ci siamo imbattuti in un paio di residence interessanti. Uno, munito di piscina, che sembrava sopraelevato ( per cui assicurata ottima vista) e l' altro, estremamente efficace sul piano mediatico, che presentava pomposamente i locali e, con l' ausilio di ottime webcam, li percorreva a 360°, tanto che ti pareva già di essere in loco.
La piscina era spaziosa, e la home proponeva, tra l' altro "zona pranzo, angolo cottura,  balcone, poggiolo o giardino ( un solo appartamento senza balcone con ampia vetrata fronte lago e zona arredata del giardino riservata) ecc ecc ".

Mercoledì siamo andati a dare un' occhiata  de visu
Il paesino è graziosissimo e abbastanza piccolo. Abbiamo agevolmente recuperato i nostri due residence.
Il primo era collocato al di là di una strada piuttosto trafficata ( non vorrei ricordarmi male, ma mi sembrava addirittura oltre la Regina...!!!
Era infognato tra abitazioni e piante; la piscina era piccola e gironzolavano solo due bambini chiassosi e un cane.
Residence rigorosamente senza balconi: cassato al volo!

Il secondo era verso il lago: nessuna strada si frapponeva, in compenso rimaneva anche lui a debita distanza e i balconi risultavano ampi e spaziosi al piano rialzato ( vista piante) e "francesi" quelli ai piani superiori.
Il residence era comunque tutto esaurito: inutile dire che nel web la disponibilità risultava totale....! ;-P )

Alla  mia domanda " Ma dagli appartamenti, si vede il lago?" seguita da una eloquente occhiata verso la vegetazione amazzonica che si elevava oltre il recinto, il proprietario, con aria tra il divertito e il sorpreso, risponde:
" Beh, ma no, ci sono gli alberi!"
Al che il marito deduce che "fronte lago" è da intendersi con i balconi rivolti al lato lago, poi, se davanti si staglia un garage olimpico o una rimessa di automobili, che c' entra? Il lato è inesorabilmente quello a lago ( e non a monte, che costa meno!) 
Qui, per giunta, c'era delle vegetazione, che si voleva di più! :-0

Insomma, alla fine siamo andati a piedi, sulla passeggiata e abbiamo prenotato un residence a lago, fronte lago, vistalago per la prossima settimana.
Unico neo: essendo solo dei monolocali, spero che il marito non si senta soffocare...

Erano tutti occupati, perciò non li abbiamo potuti vedere. Certo, il balcone appare grande e la vista stupenda....Ma vi saprò ridire: domani si parte!

A presto!
;-)
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postato da: lilas alle ore 08:17 | link | commenti (17) | commenti (17)
categorie: varie, vacanze, famiglia, personale, familys story, lago di como

Chi sono

Utente: lilas
Sono un' insegnante.....opps....ERO un' insegnante e dal 1^ settembre '08 sono un' insegnante in pensione anzi, una proaf, come mi chiamavano i "grezzetti" del Triennio in cui insegnavo, con quel particolare birignao che utilizzavano, da qualche anno a questa parte e che li rendeva così simpatici!! ;-)) Insegnavo Italiano e Storia nel Corso Informatico Telematico, ma la mia avventura al Triennio era iniziata con i Periti Meccanici e, sinceramente, i "grezzetti" per eccellenza sono e rimarranno sempre loro! Insegnare mi ha dato un mare di soddisfazioni[ forse si capisce...;-)]; non so se ho svolto bene o male la mia professione, di certo è quella che probabilmente avrei saputo fare meglio, e tanto mi basta per poter dire che sono stata fortunata! ;-)


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